La Corte di cassazione ha confermato la condanna pronunciata nei confronti del direttore del centro trasfusionale di un ospedale, ritenuto responsabile del reato di somministrazione di medicinali guasti, per non aver impedito che ad un paziente – successivamente deceduto per shock settico da batteriemia – fosse trasfusa una sacca di sangue infetto, sebbene fosse a conoscenza che essa provenisse dallo stesso centro di raccolta sangue dal quale, solo un mese prima, era stata inviata una sacca poi risultata infetta: in particolare, i Supremi Giudici hanno affermato che, nel caso di specie, nei confronti del sanitario possa trovare applicazione l’art. 443 c.p. poiché anche il sangue, se destinato ad uso trasfusionale, deve essere annoverato fra i “medicinali” ai quali fa riferimento la norma, categoria che comprende ogni sostanza o preparato che scientificamente assume una funzione diagnostica, profilattica, terapeutica, anestetica o che viene impiegata per predisporre l’organismo ad un esame avente scopo sanitario (Cass. pen., Sez. V, 23 aprile 2021, n. 5463).
Dopo aver conseguito la Laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” nel 2012, l’avvocato Luca Lanzi ha svolto il biennio di praticantato in un prestigioso Studio legale della Capitale, superando l’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione forense presso la Corte di Appello di Roma. Iscritto all’Albo degli Avvocati di Roma dal 2015, a soli 27 anni ha iniziato a patrocinare in processi penali di sempre maggior caratura, nel Foro di Roma e su tutto il territorio nazionale.
Avv. Luca Lanzi
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